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Fell down from the sky...

Stamattina è venuto fuori qualcosa di strano: quando scrivo per il blog riesco a concentrarmi tanto da non sentire fino in fondo la musica che è sempre accesa nelle mie orecchie. Invece oggi non c’è stato verso di ascoltare una canzone intera…e il risultato è l’incastro tra quello che volevo dire (in nero) e alcune frasi delle canzoni ascoltate (in arancione). Che ne pensate?

Ho pensato di essere felice quando la ruota ha iniziato a girare.

Everything about you resonates happiness
now I won't settle for less
Poi la mia vita ha iniziato a frenare.
Inconsapevolmente, come se qualcuno sopra di me avesse aperto un paracadute, sono sceso, gradino dopo gradino, ma tutto sembrava uguale ai miei occhi.
When you go in circles
all the scenery looks the same
Tutto era effettivamente immobile in mezzo a questa coltre di umidità, che ti nasconde e opprime tutto. Mi sono rintanato sotto un albero, spoglio anche lui, come se non potesse far altro che tendere al cielo quei rami con dita stanche e levigate.
I hold my breath and close my eyes
and I wait for paradise
Odio il ritardo, l’attesa è qualcosa di inequivocabilmente negativo.
I need you to hurry up now
cause I can't wait much longer
Tutto sommato quando si aspetta è perché si sa che è qualcosa o qualcuno è in arrivo.
Però, si può veramente dire che, ogni volta che aspettiamo qualcosa, essa arrivi? Direi di no.
Ecco, sotto quell’albero aspettavo qualcosa, ma ero sicuro, ancora prima di appollaiarmi lì tremante, che...
Hollow shell of a man without a soul
...Non avrei visto passare nulla.
Avrei potuto contare i rumori, assecondarli, collegarli alla vita nascosta agli occhi.
Sono rimasto solo, anche la nebbia ora è salita e finalmente posso vedere.
Vedo il buio, con la notte che cala a stancare il mio corpo.
Vedo l’acqua espandersi e farsi ghiaccio, brina, stritolando e sgretolando le foglie.
It's more than just words
it's just tears and rain
Sto per dire qualcosa a cui non avevo mai pensato e attenzione al gioco di parole.
E’ possibile che l'amore che do agli altri sia lo stesso amore che riverso su me stesso?
E che nessuno sia riuscito ad amarmi più di quanto io mi ami in termini di emozioni e voglia di vivere?
Into your eyes my face remains
Cerco quei “confini sconfinati”, quell’attimo in cui sarò una stella riflessa sull’oceano.
Vorrei quell'inisieme di realtà e sensazioni che rendono due corpi una stessa cosa, due menti poliedriche in modi differenti ma con punti di contatto da lasciarmi pensare che dove non arriverò io, potrò farlo grazie alla mente e al cuore della persona che mi sta accanto.
I've been wounded, I've been healed
Qualcosa mi è sfuggito, sono ancora sotto quell’albero.
Ho capito che un vincitore vale quanto un vinto
ho capito che la gente amava me
potevo fare qualcosa
Aspetto. Pazienterò.
And now you are not here with me

Parole tratte da: BlissMuse; Before your loveK. Clarkson; ParadiseB. Springsteen; StrongerK. West; I got nothing leftC. Dion; Tears and rainJ. Blunt; Paradise (not for me)Madonna; No ceilingE. Vedder; AyrtonL. Dalla; Yashal Elisa.

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Se il buongiorno si vede dal mattino...

Se oggi potessi salutare il mondo direi -per troppi motivi- solamente

Chi si unisce?

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Quante cose si possono fare in 24 ore?

Riassumendo tutto quello che è successo ieri direi che si può fare proprio tanto:

5 e 30: sveglia. Mi riprendo dal torpore, colazione rapida, infilo le mani nell’armadio, acchiappo qualcosa, mi vesto, giubbotto, zaino in spalla e volo in stazione.
6 e 30: parte il treno. Viaggio con Giulia e Yari e chiacchiere. Sono stanco ma poco importa.
7: 50: si arriva a Bologna. La bolgia quotidiana ci dà il suo classico benvenuto, arraffo il Metro, il Leggo e il City (i tre quotidiani gratuiti) e si prende la Navetta C, destinazione Piazzetta Verdi.
8 e 15: dal fioraio mi faccio confezionare una rosa (bellissima per quanto brutta la confezione).
8 e 25: si passa da Alexia, si esce a prendere un caffè e si va tutti insieme (Io, Giuly, Alexia e sua mamma) al BES, dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale.
9: laurea di Alexia. Discussione, proclamazione, sessione di foto.
9 e 40: laurea di Rosa. Discussione e proclamazione.
10: laurea di Vanessa. Discussione e proclamazione.
10 e 20: laurea di Giulia. Discussione e proclamazione. Si vola con Jack al rinfresco al Lime di Alexia: buffet, Brachetto (bbbbbuono), foto, chiacchiere, regali.
12 e 45: incontro con Rosa in Piazza Verdi, saluti. Si torna a casa a riposare un poco. Si bivacca sul divano, si naviga nel web, si vede la tiivii.
16: si esce di nuovo. Inizio ad avere un male pestifero e famelico ai piedi, causa All-Star. Destinazione Bar Lime, caffè, si smangiucchia e poi in giro per negozi a vedere (spesso sognare visti i prezzi) su cosa comprare per la mia laurea (toccando ferro a giugno): localizzate una giacca e un paio di pantaloni in Galleria Cavour. Unico neo, il prezzo, ma come sempre…DETTAGLI. Si torna al Lime, si beve (Campari + Lemon, giusto?), poi di nuovo a casa con i vassoi per di dolci e salatini per la festa serale. Di nuovo tiivii, PC, Jericho, sonnolenza e male ai piedi.
21 e 20 : si esce per mangiare. Alexia vuole il cinese e che cinese sia. Ravioli al vapore, spaghetti di riso e di soia saltati con verdure e gamberi, gamberi al limone. Il servizio di solito attento e veloce è oggi disorganizzato e lento. Ci ingozziamo perché alle dieci abbondanti c’è il ritrovo al Corto Maltese per la festa.
22 e 20: che la festa abbia inizio. I miei piedi ormai mi dolgono tanto da far scomparire tutto. Ma sono stato bravo, ho intrattenuto come da bravo padrone di casa tutti gli invitati, ho fatto il valletto, ho ballato tanto, ho riso altrettanto ma non ho bevuto molto, se non giusto alla fine…quando mi sono attaccato alla caraffa di sexonthebeach e poi, arrivata Vanne, con Anna, Anne, Robbz e la Tenni ci siamo fatti due giri di shot (il primo buono, il secondo pessimo…) e poi, prima di defilarci per tornare a casa, terzo giro di shot solo io e Alexia al primo bancone per saggiare la diversa manualità/capacità del barista.
2 e 20. Siamo a casa, non faccio in tempo ad entrare in casa che sono già senza scarpe, nudo (in mutande) sotto le coperte. Si dorme, finalmente…fino alle 8 quando suonerà la sveglia.
A questo punto…BUONGIORNO!!!

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Per chiunque ne avesse bisogno

Cosa si fa dopo la batosta?
Si torna a sorridere…e allora…
Tutti in posa…dite FORMAGGIO e sorridete!!!
Perché un sorriso aiuta gli altri e noi stessi.
Non state già meglio?

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Bagliore (vecchio post, nuovo titolo)

Talvolta luce agli occhi si appare
Di persone erranti nel buio del tormento
Tra pensieri remoti incollati al dolore
Nei ricordi di un giorno ancora da venire
Speranza riflessa negli occhi degli illuminati
Di vetri infranti roventi come peccati mai redenti
Giustizia nel cuore dell’impegno violato.

Talvolta luce dagli occhi scompare
Tra parole incomprese e gesta segrete
Di persone un tempo d’acciaio ora ossidato
Superbia emana il respiro felice nell’esser lontano
Problemi risolti come il cadere del frutto maturo
Dall’albero della vita a questa terra legato
Di un seme per l’emozione mai rinnegata.

Talvolta l’abbaglio stordisce e infine acceca
Vorace il vortice s’insinua nell’anima
Serena in una mattina di rugiada
Decontestualizzata in un cielo senza stelle
Ferita tanto da rimanere senza domande
Per le bugie ricevute e date come palliativo
Di un acuto diventato cronico ormai inguaribile.

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Il faro

Non sono sicuro di avere detto si
La mia libertà sta nel non fare domande
La mia gabbia è sentirmi obbligato a dare risposte
Sorprendimi con quello che sai fare
Gioca con quel poco che ti è rimasto
Le parole sono morte sulle tue labbra senza sapore.
Mi vedo steso a terra, colpevole
Di averti detto la mia verità.
Se imparassi a godere dell’oggi
Potrei non pensare al domani
Ma se riuscissi in un’impresa del genere
Sarei una persona normale.
Evidentemente ho bisogno che tutto vada storto
Che il trabocchetto non sia dietro l’angolo
Ma il traguardo che alla fine di questa discesa
Senza freni inevitabilmente taglierò
Per primo, come spesso succede a chi crede di avere qualcosa in mano.
Apri il pungo e vedi che stringi aria
Ma aria è vago
Aria è impalpabile, aria è vita
Aria è tutto e aria è niente.
Mi sono spremuto fino all’ultima goccia
Non rimane che un pavimento sporco
Sono evaporato
Ho seguito la tua essenza come se fossi un faro
Come se potessi finalmente
trovare anche me stesso.
Tutto aveva un senso
Tutto quel sognare aveva portato a te
Mi sarei spogliato degli abiti per la prima volta.
Le nuvole in cui mi ero buttato sono diventate una bufera
Si sono fatte minacciose all’orizzonte
Hanno coperto il sole
Come un foglio protegge il segreto delle parole.
Le tue nuvole erano cariche di rabbia
Si sono liberate delle lacrime
Che sono scese come proiettili sulle montagne della mia vita.
Le montagne stamattina sembrano lontane
Forse perché mi sono fatto più piccolo.
Oggi va bene così
Domani chissà…

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Preso!!!

In questo periodo di grandissimi impegni sociali, politici, intimi e personali, la giornata di oggi può essere vista come un piccolo punto fermo.
Un’istantanea che potrà essere sfruttata fino a settembre inoltrato.
Sono entrato ufficialmente nello staff della Duna degli orsi per la stagione 2008: sarà un duro lavoro (molto molto duro) ma per me sarà bellissimo, un sogno che si avvera.
Vi aspetto dal 25 aprile a Marina di Ravenna per l’inaugurazione di una stagione scoppiettante.
E sarò lì, in maniera più o meno visibile, ad aspettarvi!!! Yuhu!!!
Mi verrete a trovare durante l’estate vero?

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Fall to pieces

Sono tanto apatico per causa tua.
Il sole o la nebbia sono comunque buio quando sono immerso nei pensieri di te. Perché non averti o peggio ancora non poterti avere è qualcosa che mi lacera. Uno strappo, il sangue esce ma la carne non si rimargina. Paradossalmente ogni sforzo fa ingrandire la ferita, riesco a vedermi dentro, lo scempio che sono diventato, gli ingranaggi arrugginiti di una mente fervida di fantasia che si sta spegnendo in un turbine di disaffezione.
E’ possibile che una persona assente fisicamente sia tanto presente mentalmente da trasformare la vita in una sorta di evento quantico? Un sentimento tutto-nulla, incontrollabile se non dalle emozioni, come scariche di adrenalina che mi fanno contrarre e agitare. Tremo, al pensiero di averti e al pensiero di perderti.
Tremo quando ti idealizzo, quando vedo solo te in mezzo a mille persone.
Per poi sciogliermi alla prima risata di una scorribanda notturna, sotto un cielo che ci scalda come una coperta: vorrei riuscire ad avere la capacità di unire i punti che ci rappresentano e farli diventare un’unica cosa, un punto non più brillante ma sempre splendente, a dimostrazione dell’incastro incasinato che non riesco a definire quando entro nel tuo mondo.
E’ l’illusione di vederti arrivare e svanire che ti rende così necessaria alla mia vita?
E’ forse che per quanto facilmente il dolore arrivi e contagi tanto più difficile è fare a meno della felicità una volta trovata?
E se tu hai problemi a lasciarti andare sappi che la mia felicità sta diventando dolore…
Cosa resterà di noi quando tutto sarà bruciato?

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Vecchi sogni e nuovi cassetti

Avevo deciso di intitolare il post “Broken dreams” poi ho capito che sarà solo il tempo ad aiutarmi e che i sogni tenuti nel cassetto e fatti maturare, un giorno usciranno e mi faranno brillare.

Ci sono giorni in cui non puoi far altro che arrenderti.

Quando i segnali sono chiari non posso far sottostare il mondo al mio volere: devo solo lasciare andare.
Con tutto quello che porta con sé l’abbandono: il dolore, le domande, i perché.
Quello che sto dicendo risulta incomprensibile ai più, quindi vedo di fare un riassuntino che possa aiutare tutti.
Chi vive nella mia quotidianità sa quanto io abbia bisogno del contatto con le persone, quanto mi senta a mio agio nell’aiutare ed essere utile. Tutto questo per me era sintetizzato nel concetto di ricercatore scientifico in campo medico, poi con il tempo la necessità di aiutare “il mondo” si è fatta pressante, alla ricerca di qualcosa di più tangibile e concreta tanto da non farmi dormire e da farmi stravolgere la vita. Avevo deciso infatti di partire per il Perù per una missione umanitaria di sei mesi. Mi sono avvicinato al mondo del volontariato qui in Italia e ringrazio Ace per avermi integrato in questa famiglia –l’Operazione Mato Grosso- che mi ha fatto capire come la voglia di partire -bella, gratificnate e giustificata- sia un passo tanto importante da prevedere un cammino di fondo che mi manca e che voglio avere. La partenza era possibile ma forzata: infatti la missione è vista come l’ultimo passo di un magnifico percorso di condivisione di vita e di mondo che ti permette di darti totalmente agli altri. Inoltre l’eventuale partenza in un periodo non favorevole ai miei tempi si scontrava con la possibilità di continuare gli studi della laurea specialistica: questo perché vorrei potermi lasciare la porta aperta per tentare di entrare al Karolinska Institute in Svezia. E’ un obiettivo ambizioso ma posso farcela o quantomeno voglio provarci. Se non andrà avrò qualche mese di esperienza in più e una comunque interessante prospettiva di specialistica a Trieste.
Così, da un giorno all’altro, in più conversazioni, è emersa la necessità di non far piegare il corso della storia per concentrarla nel mio tempo bensì fare in modo di riuscire a formarsi completamente e poi iniziare a testare la propria esistenza in queste vie.

Sono triste di essere arrivato ad accorgermi della realtà così: i miei piani generali non erano ambiziosi -nati dalle mie necessità e dalle mie domande- ma forse sono giunti in un momento della mia vita non giusto, per come ho vissuto i miei anni. Non nego che partire mi sarebbe piaciuto tantissimo ma è altrettanto vero che ho passato gli utlimi 23 anni pianificando la vita al minuto, invece dovrei solo sfruttare gli input che mi sono dati e sviluppare le mie attitudini. E ora capisco di volere intraprendere un cammino che mi aiuterà a crescere, riunendo la possibilità di studiare in un posto da favola e il mio quotidiano aiuto al fianco dei poveri con l’Operazione Mato Grosso.

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To erase

In some unexpected ways, people come into your life, thinking they can give you everything you need and all you’ve been looking for.
But things suddenly change and after a while they’re gone forever.
Has it happened to you too?

Ci sono persone che entrano nella mia vita in modo inaspettato.
Dalle parole che dicono ti chiedi come sia possibile non essersi conosciuti da sempre.
Mi viene in mente la bellissima puntata di Futurama in cui Fry si innamora di Lucy Liu-bot (“I Dated a Robot” stagione 3 episodio 15, per la precisione).
Si amano, davvero, poi un problema emerge con tanta forza da portare con sé anche la soluzione: disattivare il robot. Il Fry disperato guarda con occhi tragici ciò che sa essere la sua fonte di felicità. Le alza i capelli, le dice cose bellissime che lei comprende.
Per tranquillizzare l’umana necessità di sentirsi sicuri, Lucy-bot bisbiglia un “non ti dimenticherò mai”.
Happy ending? No.
Nel momento straziante la voce guida che gestisce il robot annuncia perentorio “CANCELLAZIONE MEMORIA EFFETTUATA”.
Lucy Liu-bot si disattiva e spegne per sempre. Portando con sé un vuoto che è la vita di qualcunaltro.

Così succede anche nel mondo.
Ci sono persone che entrano nella mia vita in modo inaspettato.
Altrettanto inaspettatamente le stesse persone prendono la porta ed escono per non tornare mai più.
Succede anche a voi?

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Amore non svanire (reprise)

E’ difficile ragionare e rimanere obiettivi riguardo la propria esistenza, impossibile cercare risposte se non ci si pone domande. E’ bello potere discutere, crescere, ammettere la propria ignoranza davanti a persone che hanno interessi diversi dai tuoi e di conseguenza hanno conoscenze e background differenti. Ma quando si parla di amore, non c’è regola che valga, a meno che non si parli attraverso le frasi dei Baci Perugina, andando avanti con cose del genere “più lo cerchi meno ti trova”.
Perché ho tutto questo bisogno di amare ed essere amato?
Ho paura di rimanere solo, di svilupparmi senza radici.
Ho paura delle scuse che “invento” per legarmi indissolubilmente a tutti e nessuno, rimanendo imbrigliato in amicizie assurde, in amori platonici, a frasi dette mai trasformate in fatti. Sento la necessità di legarmi a qualcuno per potermi sentire non diverso, perché ci sono cose universali, come l’amore appunto, che rendono tutti uguali, rendono i sentimenti qualcosa di definibile, di tangibile. E io voglio proprio tornare ad abbracciare le sensazioni, gli odori trasportati dal vento, i ricordi di gesti e sguardi nelle notti buie sotto le coperte.
E mi sento stupido a dovere dire queste cose a 23 anni, dovere credere che il mio momento arriverà, dovere pensare che in qualche punto del mondo qualcuno ora stia pensando a me.
Penso di essere intrappolato alla ricerca della perfezione. La mia perfezione personale e la perfezione che ricerco negli occhi delle altre persone.
La perfezione non esiste, è solo artifizio, è quindi ora che io mi accontenti.
Questo accontentarsi può trarre in inganno: non significa prendere quello che passa il convento. Significa qualcosa di molto più profondo, apprezzare i difetti delle persone, saper ricevere critiche, costruire qualcosa anche con chi è mentalmente anni luce dalla mia vita.
Perché conoscere significa a volte potere apprezzare cose sconosciute.
Perché conoscere significa cambiare angolo di visuale su cose già note: permette di enfatizzare suoni nuovi, rivedere pensieri espressi, nascondere agli occhi dei critici imperfezioni passeggere.
Vorrei amare senza sosta, vorrei che almeno una persona vedesse brillare la luce che sento dentro di me.
Ci devono essere giustificazioni per andare incontro a quella che si crede la propria felicità?

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Running back

Non ci ho capito nulla, solo quando vedevo la maglietta 33 di Miki partire a razzo verso la meta come se fosse posseduto, realizzavo che le cose si stavano mettendo bene per i nostri rossi. Questa è la sintesi stringata della mia prima partita come spettatore di football americano.
Che dire ancora? Che è un mondo strano, a volte distante dal mio modo di pensare, altre volte tanto umano ma da far venire i brividi.
E allora...Forza Chiefs!!!

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A gift of love

Mi siedo e scrivo perché mi sento esplodere. In realtà è poco più di un urlo rivolto a tutti e a nessuno. Una voglia di unire il mio bene con il mio male e vedere che guazzabuglio ne esce fuori.
Inizio con le persone che mi hanno regalato sorrisi e risate, persone che mi fanno emozionare e da cui non mi separerò mai, Elena (la mettiamo per prima, oggi facciamo preferenze eheh), Giulia, Richy ed Ace. Tutte queste persone così diverse, unite da un filo che sembra resistere alle intemperie del vento, come se avesse sviluppato un tessuto secondario che rende questa unione impermeabile, incorruttibile. La stessa “corruzione”, con un'accezione molto traslata, che sta di nuovo cambiando Michele in una persona che non mi piace, come abbiamo detto ieri notte mentre l’acqua scivolava sul vetro della macchina senza riuscire a lavare le nostre anime in pena. “Non perderti per strada” è l’unica cosa che riesco a dire: quando i problemi si affollano, quando le domande non hanno risposte o queste sembrano troppo banali, la fuga (che sappiamo essere da noi stessi) porta a perdere quelle piccole cose che illuminano dando senso ad un percorso. Le priorità disordinate ci fanno perdere quel tempo che dovremmo dedicare al culto delle persone, della loro capacità di essere e dare, facendoci regredire ad uno stato primitivo di noncuranza. E questo non lo posso permettere, stare zitti sarebbe un grande fallimento.
In tutto questo marasma sta succedendo qualcosa di magico, sto focalizzando la mia inestricabile voglia di dare e fare, con i grazie che si sprecano alle persone che mi hanno accolto nell’associazione Operazione Mato Grosso e voglio essere tanto presuntuoso da ringraziare me stesso per essermi messo in gioco così tanto: ho capito quanto io voglia slegarmi da un concetto di vita che fino a poco tempo fa davo per normalità e necessità, ho trovato nella spiritualità, intesa come ricerca del mio assoluto, una fonte inestimabile di vita e di coraggio. Vorrei potermi far vedere da tutti voi, quanto è bello vedermi sorridere: un parte di questa gioia deriva da Sara, negarlo sarebbe stupido, perchè è bello potere conoscere portatrici sane di non-banalità e cambiamento. Quello stesso cambiamento tanto declamato ieri pomeriggio da Walter Veltroni: un cambiamento possibile, nella concezione di essere uomini, cittadini, delle relazioni che coinvolgono le sfere della vita nella società. Il mio unico rammarico è che la coesione che Walter cerca si delinei talvolta in un buonismo inopportuno e in una sottomissione inaccettabile per un paese che nella laicità deve vedere il primo punto di rottura per cambiare questo mondo. Sapete quanto io sia disposto al dialogo e quanto la mia mente sia aperta, ma questo grande spostamento di Walter nell'accettare le pressioni e le oppressioni della Chiesa (quel concetto di chiesa che non identifica il credente, ma l'interesse, il creazionismo e l'involuzione, il credo a tutti i costi) non mi convince: i temi sociali, quei grandi temi che rendono un popolo l'ideale della civiltà si devono realizzare in base al semplice concetto che la conoscenza possa essere sfruttata come bene comune, lasciando poi ad ognuno la libertà di applicarla nella propria vita. Parlo di testamento biologico, di studi avanzati di ricerca per quelle cose che Papa Ratzinger dice essere affare di Dio, parlo di aborto, vita, morte, diritto, legalità. Tutto questo dovrebbe portarmi a non votare per Walter ma sono conscio che è l'unica alternativa possibile: ho sempre votato per Rifondazione comunista sebbene stimi profondamente Veltroni come uomo, ma questa volta devo premiare le sue parole e la fiducia. Perchè spero non sia solo un venditore di fumo.
Abbiamo anche saputo che la malattia di papà sta iniziando a regredire, i linfonodi malati sono meno infiammati e meno reattivi, non vedremo l’ospedale per i prossimi sei mesi. Almeno con lui, visto che alla mamma invece hanno diagnosticato una fibromialgia che però sembra curabile senza troppi effetti collaterali. Questa espressione, effetti collaterali, mi turba molto, perché identifica immutabilmente un pezzo della condizione umana: ogni scelta comporta la perdita di qualcos’altro. E a breve Roma, la capitale, mi strapperà due volte il cuore: la felicità di vedere due destini delinearsi all’orizzonte per due pilastri della mia vita non è scindibile da quel grande senso di vuoto che all’inizio sarò costretto a fronteggiare solo con i ricordi. Ma arriverà il giorno in cui mi accorgerò che queste persone vivono con me perché sono parte di me: la distanza si annullerà, come lo è stato per i 90 km che mi "separano" da Alexia e Andrea, e tutto allora assumerà quel senso positivo, che giustifica la crescita, in alto come l’albero più lussureggiante, senza mai dimenticare che le radici sono piantate nella terra che ci ha visto crescere e che è il nostro mondo.

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Primavera?

Sotto questo scroscio d’acqua improvviso attendo
Immobile, muto, senza battere ciglio
Passano viandanti esasperati da ogni cosa,
Tossiscono nervosi, accendono occhi di lampi e sigarette
Aspettano taxi, mariti e mogli chiusi nelle macchine
Sbuffanti, assonnati, annoiati, adirati
Come traghettatori, Caronti in eterna attesa

Sotto questo scroscio d’acqua improvviso attendo
Aspetto che tutto passi, che torni alla vista
Ciò che l’immaginazione continua a regalarmi
Un arcobaleno tra le nuvole di questa città
Un immenso paradiso di rigoli di acqua e di verde
Un estenuante inferno di suoni, promesse e violazioni
Come un luna park illuminato ma vuoto.

Sotto questo scroscio d’acqua improvviso attendo
Senza protezione e convinzione
Mi lascio trasportare di pozza in pozza
Sono in un pozzo, di idee mai lasciate libere
Di voci che scalpitano per dire la propria
vite intrecciate, aggrappate, rubate
Come le viti crescono sui tralicci di sostegno.

Sotto questo scroscio d’acqua improvviso attendo.
Piove.

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State of grace

In questi giorni non riesco a smettere di sorridere.
E voi?

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Risveglio

Ho aperto gli occhi ed eri sdraiata accanto a me.
Tra queste lenzuola variopinte si consuma il tuo respiro, ritmico e regolare.
Dormi lunga e distesa come una vela tesa dal vento che sbuffa nell’oceano. Dormi lunga e distesa, coperta a tratti dalla seta che ruvida stuzzica i palmi delle tue mani e i miei pensieri.
Sei statica come se fossi stata posata dall’alto, così immobile che ho quasi paura di starti vicino.
Potrei rovinare tutto con uno soffio, vorrei essere nel tuo sogno abbracciato a te, giocando a rincorrerci tra gli specchi che riflettono solo luminosità.
Mi avvicino, sento il tuo respiro farsi mio, i tuoi capelli sono il cancello d’ingresso delle porte del paradiso sensoriale.
Mi avvicino, ancora.

Un altro piccolo movimento e il mio desiderio ci unirà.
Passerò le mie dita levigate dai ricordi sul tuo corpo e ti vedrò vibrare, tremare, dipingerai una smorfia che ti farà strizzare gli occhi e ti mordicchierai quelle labbra che sono il riparo della mia vita.
Continuerò così fino a quando inizierai a muoverti e capirò che sei vera, che sei viva e che qualcosa di mio appartiene solo a te. Poi il sole si offuscherà e aprirai gli occhi, sorriderai, alzerai le braccia al cielo e…

…Buongiorno amore.