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Pensavo fosse solo stanchezza...

Inizi la giornata sentendoti dire:
“Non sei la persona di una volta.
Emanavi solarità. Ora non più”.


SILENZIO-STUPOREchesifaTERRORE-SILENZIO


Dirlo prima, no?

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Sulla strada del lungo ritorno...

Il mio "viaggio" è quasi finito.
Sto tornando, ritrovando il sorriso.
Pronti?

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Pensieri di un'alba di mezza estate

Chi sa quanti ricordi avremo modo di custodire?
“E’ un peccato non avere la macchina fotografica.
Ma non ti preoccupare, questo è un ricordo che avremo solo noi due”.
Questa notte, sotto questo cielo che sembra un acquerello.
Che si nasconde fra le note colorate per donarci le sue emozioni, le sue gocce che conosciamo come pioggia.
Pioggia che rinfresca e lava, come l’acqua che si è avvicinata a noi, in questo mare che ha bagnato i miei piedi per la prima volta.
Questa estate che mi ha stravolto mi ha donato te e poco altro.
Questa estate che ha fatto emergere il peggio di me, esitrpando il sorriso dalle mie labbra.
Ti ho visto crescere, sorridere, diventare bella -solo per me- ma se ti dicessi tutto questo penseresti ad uno scherzo.
E non voglio che questo perda di significato, un contesto, infernale che sia.
Con te sono felice, con te capisco di non essere “sbagliato”, che la felicità è tangibile e vera.
Non mi basta.
I tuoi capelli si increspano, diventano lana tra questo vento che gioca con le pieghe della tua gonna, che scopre le tue gambe lucide di serenità.
Ti avvicini e ti allontani, sei l’onda che mi rapisce e che mi riporta alla tua riva.
In continuo movimento.
Chissà, non so che dirmi.
Forse -il giorno che non ti ricorderò più- avrò scoperto di saper dimenticare.

PS: thanks to Eugenio for the picture.

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Ombre

Penso a quante cose ci raccontiamo per difenderci dal mondo.
Continuiamo a cercare le cose che ci circondano nei posti in cui siamo abituati a ricordarle. Come se fossimo dei topi che vivono di mappe mentali, girano girano e memorizzano per evitare gli ostacoli e arrivare il prima possibile al luogo sicuro, al pezzetto di formaggio, alla piattaforma che non li farà annegare.
Mi racconto che tutto andrà come deve, che chi c’era per sempre ci sarà.
Poi mi guardo attorno e vedo il vuoto, emotivo e psicologico.
Debolezza, disagio, confusione.
Sono vuoto io oppure -come una cellula messa in soluzione ipotonica- mi gonfio, richiamando acqua nel mio corpo, prosciugando le vite di altri e facendo scoppiare la mia?
Sono nel panico di non riconoscere più quello che è mio o che ricordo come tale. Sono confuso e non so più a chi appartengo, se ho qualcosa che mi leghi davvero alla vita di qualcun altro, ovunque esso sia.
Forse sto diventando sordo, non seguo più ritmi, lento e veloce non si sono uniti per darmi moderazione ma per affannare le ore e i minuti che si rincorrono in questa canzone che scrivo ma di cui non capisco il significato.
Forse sto cambiando, ancora. Con ancora intendo che non sono arrivato ad una fase stabile oppure che ho appena iniziato l’avanscoperta di quell’isola che ritenevo il mio punto di arrivo e che sostanzialmente è solo un punto di partenza.
Sono di nuovo qui a riempirmi di “maybe”. Le poche certezze che ho stanno emergendo pure e cristalline e con loro spero di poter scrivere dell’eternità.
Sono qui, immobile ma in continuo movimento.
Whatever may come along...