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One step into the future?

Ora è ufficiale: da ottobre 2008 (laurea permettendo: si invita la gentile clientela a toccare ferro/gioielli di famiglia in segno di pura scaramanzia, n.d.a.) ad aprile 2009 farò parte del team di ricerca del Dott. Mario Arpinati dell’Istituto di Ematologia e Oncologia Medica “L. & A. Seragnoli” del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.
Sono stato scelto (o meglio mi sono fatto scegliere eheh, la mia anima imprenditoriale non si smentisce mai!) come tirocinante (cercavano un laureato quinquennale ma alla fine hanno pensato che un triennale a costo zero fosse più -come dire- economicamente vantaggioso) in un progetto biennale sullo studio di pretrattamenti che riducano il rischio di GVHD (Graft Versus Host Disease, una particolare patologia da rigetto) dopo trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche.
Finalmente…un sogno che diventa realtà! Spero ci sia la possibilità di approfondire il discorso su questo argomento che mi prende sempre più e che il tutto mi porti ad una esperienza positiva da poter citare nella lettera di presentazione che devo inviare in Svezia e Olanda per l’ammissione alle Lauree Specialistiche in Biomedicina e Biomedicina Molecolare.
Vi aspetto sorridente per un salutino, quando capiterete da quelle parti.
Evviva evviva!!!

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[Tv-observer] Confine labile

C'erano una volta X-files e Poltergeist.
Poi la TV si è evoluta, con essa gli spettatori.
E se la realtà è tale, è inevitabile che essa esista per apprezzare ciò che la circonda, il soprannaturale.
Se parlo di JJ Abrams e non ti viene in mente Lost, isola, altri, forse non capirai il mio discorso fino in fondo. Se ti dico che essere degli Heroes non sempre è facile ma tu non sai di cosa stia parlando, la realtà "fits you more than enough".
Ma si può andare oltre, consci che sia tutto innaturale e lasciarsi trasportare.
Tutto questo è Fringe, una nuova serie, di cui è disponibile il pilot in preair online.
Non si urla alla rivoluzione, forse non sarà il capolavoro, forse è tutto finto. Forse, ma va bene così.
Prendete uno scenziato che farebbe impallidire l'intero NorBac di GCI: regenesis, mescolate l'inquietudine che si respirava in X-files anche nel rapporto tra i due storici colleghi e mettete tutto in mano al genio maledetto di JJ Abrams: vengono i brividi solo a pensarci e il risultato è -come detto- Fringe, che si riferisce alla fringe science. In attesa di settembre, della serie completa, questo assaggio di 8o minuti è più che gustoso.
Ed è già attesa...

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[Momenti di inutilità tecnologica] iPhone

Tutti a dirmi "NON TI SERVE!!!". Lo so, grazie.
Io sono già qui a ripetermi che dopo avere provato i 6,9 mm di spessore -se così si può chiamare- del mio attuale cellulare, questi poco più di 10 mi sembreranno un macigno.
Ma per mamma Apple questo ed altro.
Ha il navigatore GPS (wow, peccato che non mi serva), è un iPod a tutti gli effetti (ne ho uno nuovo regalato a natale in sostituzione del mio "vecchio e amato 20 Gb a sfioramento", quindi wow, peccato che non mi serva bis), invia e riceve mail, permette di navigare. Sticazzi.
Tutte cose che posso fare da casa direte voi. E pure io aggiungo.
Ma non resisto, quel touch screen mi manda giù di testa...
Spero solo che le tariffe di Tim e Vodafone siano così irraggiungibili da farmi passare subito la voglia, altrimenti come faccio a giustificare che l'11 luglio, il giorno dopo la paga, il mio conto corrente sarà mezzo vuoto?
Forse quando mostrerò a casa questo mio bambino non mi prenderanno per pazzo o coglione e avranno pena di me?

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...Captive of your demons inside

Sono ubriaco alle 11 del mattino.
Buongiorno.
Faccio finta di non sentire il rumore, mi tappo il naso in cerca di isolamento.
E sei di nuovo qui a bussare alla mia porta, mi copro, mi nascondo.
Ho paura, sei ciò da cui scappo e che poi rincorro, sei il mio veleno e il suo antidoto.
Muoio, con o senza di te, per un effetto che ha una sola definizione: dipendenza.
La mia autonomia è un’utopia, come un’isola collegata alla terraferma da un ponte.
Che cosa rimane di intimamente mio, di viscerale, per cui compiacersi o sentirsi fieri?
Avevo un cuore che era uno scrigno sempre pieno ed aperto: di quegli antichi fasti rimane solo il contenitore, forse ancora bello ma sicuramente vuoto.
Avevo parole, ma non sono servite a farmi capire.
Avevo sorrisi, diventati smorfie di fatica e malsopportazione, finte congratulazione agli immeritevoli e malcelate frecciate agli arrivisti.
Avevo lacrime, che dispensavo nei momenti importanti, ma ho finito anche quelle: erano poche o sono riuscito a sprecarle, a far perdere significato anche alle emozioni più profonde che mi legano a questa terra?
Avevo mani con cui lavorare, che tempo e spazio hanno riempito di cicatrici, facendomi perdere sensibilità e individualità.
Avevo una vita, ora ne ho tante. Ma nessuna fa per me.

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[Memories-time] Lucidità

Oggi mi manca molto il nonno, il silenzio di questi giorni ha trasformato la cornetta del telefono in una matassa in grado di fare il giro del mondo. Così ripesco (oltre alla foto del 2000 per i suoi 70 anni) questa cosa che me lo fa ricordare con il sorriso, nonostante il tempo lasci i suoi effetti collaterali ben visibili.

Protagonisti:
Nonno Luigi, detto Gino (G), 77 anni, in salute e fisiologica perdita di memoria;
“Nonna” Memena, detta zia (M), 80 anni, in salute e fisiologica perdita di memoria;
Matteo, il sottoscritto, 23 anni.

Al telefono, G ed M chiacchierano allegramente augurandosi le migliori cose per l’anno nuovo. G saluta, abbassa la cornetta, sorride sornione e fa, rivolto a me:
“Eh certo che oramai M non ci sta più di coccia, devo ripeterle le cose almeno tre volte, si dimentica tutto”.
Io fisso attonito il muro per evitare di ridere, visto che G è nelle stesse condizioni di M (G ed M sono fratelli ed entrambi sicuri di essere uno più lucido dell’altro, facendo ancora gare di latino e cose simili…).
A questo punto dico a G: “Beh nonno che ci vuoi fare, è fisiologico…”
G: “Cosa? Scusa che hai detto? Non mi ricordo di che stavamo parlando…”

(Risate)

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Acqua e segreti

Rifletti la mia anima sulla tua acqua che sembra immobile.
Il rumore mi culla, mi protegge e mi stordisce.
Annebbi i miei sensi, ti avvicini e ti allontani, imprendibile e affascinante con la tua spuma ribelle.
Mi sembra sempre di ricevere da te ma di non darti mai abbastanza, mi richiami nel caldo con la certezza di refrigerio e mi attiri sulle tue sponde nell’illusione di mondi paralleli, nella notte e fra la nebbia.
Ci sono segreti che solo la tua acqua e le tue rive conoscono e che certamente porterai con te al largo, scomponendo tutto minuziosamente tanto da rendere irricostruibile qualsiasi storia, lasciando sprofondare nelle tue oscurità quello di cui ci vergognamo e che non ci rende uomini ma bestie.
Ci sono grida che solo tu sai ascoltare e di cui fai tesoro perché le porti a chi mi fa soffrire e allo stesso modo richiami gli errabondi come me, con il semplice scopo di farci sentire uguali e non più soli.
Mi guardi baganto della tua essenza, rincorrendo la felicità degli altri, che ho deciso di mettere davanti alla mia, perché senza affidare le speranze ad un sogno, la mia vita non assume forme né contenuti.
Allora rimango qui, a farmi cullare.
Prenditi cura di me, fammi scoprire nuove sorgenti, fammi sentire vivo, regalami una nuova alba dopo questo tramonto piovoso.
Mi hai guarito, regalandomi con sorpresa qualcosa che credevo di non meritare e che si chiama vita.
Mio mare, continua a farmi star bene, mare mio.

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Un angolo tutto per te in questo salotto

A Daniele, che nonostante il tempo, non dimentica e non si fa dimenticare.
Rimane una certezza che veglia sopra tutto, nel silenzio e nella lontananza.
Forse ti ho lasciato andare nel modo sbagliato, con fermezza voglio dirti che non ti abbandonerò più.
Ti chiamo amico perché lo sei davvero, non importa il resto.
Io sono rimasto intrappolato in qualcosa di più grande pensando che tutti avrebbero dovuto capire e venirmi incontro, invece dovevo fare tutto da solo, perché si parlava della mia vita.
Non so cosa altro possa scrivere per chiedere perdono, perché io la vedo così: mie colpe, di vario genere.
Serviranno i fatti, a parole siamo capaci tutti.
Prego per l'opportunità di rifarmi.
Perché sono solo un uomo ed errare è umano.
Spero tu potrai essere divino e perdonare.

PS: foto in onore di quei tempi che mi mancano così tanto. Lo so, non è stata scattata in una serata memorabile per via di quello che sarebbe successo poi, ma le intenzioni erano buone no?